Corrispettivi telematici: pagamento con buoni pasto

24 ottobre 2019

La trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia dell’Entrate non modifica le modalità di pagamento dei corrispettivi, né riguarda i documenti di legittimazione volti a consentire le cessioni, come buoni pasto o ticket restaurant, documenti anche in forma elettronica, che attribuiscono, al titolare il diritto ad ottenere il servizio sostitutivo di mensa per un importo pari al valore facciale dei buoni stessi. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 419 del 23 ottobre 2019.

Con la risposta a interpello n. 419 del 23 ottobre 2019 l'Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in tema di corrispettivi giornalieri e pagamento con buoni pasto.
 
La trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia dell’Entrate, tra cui rientrano anche le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, è obbligatoria dal 1° luglio 2019 per i soggetti che effettuano commercio al minuto che hanno un volume d’affari superiore a 400.000 euro annui.
 
L’obbligo è stato previsto con il D.Lgs. n. 127/2015 riguardante la trasmissione telematica delle operazioni IVA e prevede che a decorrere dal 1° gennaio 2020 i soggetti che effettuano commercio al minuto memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente all'Agenzia delle Entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri.
 
La decorrenza dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi è subordinata quindi al volume d’affari realizzato nel periodo d’imposta precedente.
 
Le disposizioni non sono intervenute sulle modalità di pagamento dei corrispettivi, né sui documenti di legittimazione atti a consentire le varie cessioni/prestazioni, rimanendo pienamente validi quelli vigenti in precedenza, tra i quali figura il buono pasto o ticket restaurant, ossia il documento di legittimazione, anche in forma elettronica, che attribuisce, al titolare, ai sensi dell'art. 2002 c.c., il diritto ad ottenere il servizio sostitutivo di mensa per un importo pari al valore facciale del buono e, all'esercizio convenzionato, il mezzo per provare l'avvenuta prestazione nei confronti delle società di emissione.
 
La disciplina appena richiamata comporta che la somministrazione di alimenti e bevande (prestazione di servizi), resa al cliente titolare del buono pasto in ragione della sua presentazione, viene poi remunerata dalla società emittente il buono.
 
Al momento del pagamento (rimborso del buono) si verifica, quindi, l'esigibilità dell'imposta salva emissione anticipata della fattura che documenta l'operazione e la necessità di farla concorrere nella liquidazione di tale periodo.
 
Ciò non significa, che, completata la prestazione nei confronti del cliente, alla ricezione del buono pasto legittimante la stessa, il prestatore non emette alcun documento.
 
Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia è stata disciplinata la definizione delle informazioni da trasmettere, delle regole tecniche, degli strumenti tecnologici e dei termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri.
 
E’ stato definito, per assicurare la necessaria ed inderogabile uniformità, il layout del documento commerciale, il quale prevede, tra le diverse voci, anche il "non riscosso", ossia l'indicazione di quella parte di corrispettivo che non viene versato (tramite contanti o strumenti elettronici) e che confluisce:
 
- nella memoria permanente dei registratori telematici, denominata "dispositivo giornale di fondo elettronico";
 
- nelle informazioni da trasmettere telematicamente.

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